La Scuola all’Opera del Teatro Regio di Torino ha proposto una delle opere di maggior successo degli ultimi anni: Ciottolino di Luigi Ferrari Trecate su libretto di Giovacchino Forzano.
Lo spettacolo è andato in scena al Piccolo Regio Puccini dal 21 al 29 aprile.
Un’opera in miniatura con arie, duetti, concertati e cori che, nelle mani del regista Luca Valentino, è diventata uno spettacolo fantasmagorico, animato dai pupazzi di Claudio Cinelli che ha firmato anche le scene e i costumi. Carlo Bertola ha diretto gli allievi delle classi di canto e musica da camera del Conservatorio di Torino, il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio, istruito dal maestro Claudio Fenoglio, e il coro dei piccoli spettatori.
La produzione dello spettacolo e dei laboratori si è avvalsa della collaborazione e del fondamentale sostegno della Fondazione Cosso di Pinerolo.
Io e Martina Pelusi, mia amica e collega nel coro Voci Bianche, abbiamo interpretato la parte di Nina.
Le scene, divise in due atti, hanno descritto Ciottolino come un bambino allegro e vivace, membro di una famiglia composta da mamma, papà, nonno e Nina, la sorellina più piccola. Mentre la mamma prepara la cena, Ciottolino vorrebbe giocare a ripiglino con Nina ma lei non è daccordo, così si fanno i dispetti e litigano perchè Ciottolino tira le trecce della sorella. Fanno subito pace e ascoltano il nonno mentre racconta la fiaba di Ciuffettino, il bimbo che “come uno e due fan tre diventa re” del Paese delle Fate. Intanto rientra il babbo, il quale viene a sapere dalla mamma del comportamento di Ciottolino verso la sorellina. Il babbo perdona Ciottolino ma minaccia di lasciarlo senza cena qualora i capricci si dovessero ripetere Quando Ciottolino va a nanna, dopo aver cenato e recitato la preghierina, sogna di ritrovarsi anch’egli nel bosco di Bistorco, nel Paese delle Fate, magico mondo descritto dalla fiaba di Ciuffettino. Gli Gnomi, la Fata Morgana e le altre Fate lo incoronano re. Ma l’avventura non ha esiti felici: Ciottolino non si dimostra un buon sovrano e viene spodestato e condannato a essere mangiato dall’Orco. L’incubo finisce tra le braccia della mamma e del nonno, ai quali Ciottolino racconta il brutto sogno. E' ormai l'alba e il babbo parte per andare a lavorare. Il sipario si chiude mentre Ciottolino, Nina e il nonno cantano la filastrocca di Ciuffettino:"...come uno e due fan tre, Ciuffettino è fatto re...".
Cantare davanti a tanti bambini è stata una sensazione fantastica, indescrivibile l’emozione che ho provato!!! La felicità arrivava più forte quando giungevano gli applausi del pubblico e quando sentivo gridare dalla platea: “ Brave”. E’ stata una bella esperienza che mi ha fatto crescere tanto!
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